La Valle del Giano e l’Alta Valle Dell’Esino - Oltre l'Asfalto - Escursioni guidate in Quad

Cerca nel Sito
Vai ai contenuti

Menu principale:

La Valle del Giano e l’Alta Valle Dell’Esino








 
Il Fiume Giano


Il fiume che nasce dal monte Maggio, deve il suo nome a JANUS, dio della tradizione religiosa italica e romana più antica: era una divinità legata al ciclo del giorno, all’alba e al tramonto, protettrice dei passaggi, come quello assai delicato dal vecchio al nuovo anno, appunto ianuarius. E’ rappresentato con due facce (e per questo chiamato anche dio bifronte), rivolte in direzioni opposte: est e ovest, davanti e dietro, passato e presente.  Il nome del fiume secondo la leggenda si ritroverebbe nel toponimo “Fabriano”.

 
La Valle Del Giano e l’Alta Valle Dell’Esino


FABRIANO (in dialetto locale Favrià)
è uno dei comuni più grandi d’Italia,
in provincia d’Ancona, nel “cuore delle Marche”.

La valle del Giano che ospita la città di Fabriano, e l’Alta Valle dell’Esino offrono paesaggi di notevole bellezza e di eccezionale varietà, dalle dolci colline del Verdicchio alle montagne, fra vette, dirupi e gole, di cui la più celebre è la Gola della Rossa, con le suggestive Grotte di Frasassi.
Non lontano il mare Adriatico e la costa, facilmente raggiungibili seguendo il corso del fiume Esino,
in un susseguirsi di castelli e casali.

Bellezza, varietà, incanto, tutto in un territorio da vedere !!!

 

Fabriano: La città sorge in una vallata, lungo il corso del fiume Giano, circondata da verdeggianti colline, al di là delle quali si ergono il monte Fano (mt.889), il monte Maggio (mt.1361), il monte S.Vicino (mt.1479), il monte Cucco (mt.1566) e il maestoso monte Catria (mt.1701).

 
 
 
 

La presenza dell’uomo nel tempo non ha alterato la bellezza della natura, l’architettura anzi si integra con l’ambiente naturale e da questo riceve intensità e fascino: dalla città ai casolari di campagna, dalle chiese alle pievi, tutto diventa armonia, in un connubio di natura, storia e cultura.
Ma ci sono aree in cui la Natura fa ancora da padrona, dove tutto è incontaminato e il segno dell’uomo è solo un ricordo di un lontano passato.

 
 
 
Le aree di interesse naturalistico

I Dintorni

Valleremita:
La valle si sviluppa tra i versanti sud-est del monte Rogedano (917 m) e nord-ovest del monte Puro (1155 m) nella dorsale umbro-marchigiana.L'area situata a sud-ovest di Fabriano, si presenta ricca di boschi di latifoglie caducifoglie che si presentano in composizioni floristiche diverse. Al centro della valle si sviluppa un bosco di faggio e acero. Sui versanti della valle e al di sopra della faggeta sono presenti boschi per lo più costituiti da carpino nero, orniello e roverella. Questo tipo di bosco è arricchito anche dalla presenza dell'unica specie arborea sempreverde diffusa spontaneamente nell'area: il leccio. Sorge nell’area il convento di S. Maria di Val di Sasso.

Torna Inizio Pagina


L'Alta Valle dell'Esino:
L'Alta Valle dell'Esino si colloca tra le province di Ancona e Macerata e rappresenta il territorio compreso nella parte montana del bacino del fiume Esino.L’Esino nasce dal monte Cafaggio e da Esanatoglia e Matelica scorre, in direzione Nord, fino alla località Borgo Tufico dove riceve le acque del fiume Giano, provenienti dal Fabrianese. In località S.Vittore di Genga l'Esino confluisce con il suo maggior affluente, il Sentino, fino ad attraversare la dorsale interna marchigiana con una profonda e stretta gola: la Gola della Rossa.

Torna Inizio Pagina


Il monte S. Vicino:
Il monte S. Vicino è la vetta più elevata della provincia di Ancona (1479 m slm), visibilissimo sia che si arrivi da ovest, cioè dalla vicinaUmbria o da est, dalla costa del mare Adriatico. Ma il monte San Vicino ha anche una particolarità: a seconda da dove lo si guardi, cambia aspetto! Visto da Matelica ha una forma piramidale, dal fabrianese o dal maceratese assume un aspetto a gobba di cammello, infine dall’anconetano o dal mare ha una forma trapezoidale. Questa sua apparente “trasfigurazione” ha reso “magica” la montagna per le antiche popolazioni della zona fino ai giorni nostri.
Il territorio del Monte San Vicino offre sentieri immersi in splendide faggete, tra distese fiorite, o lungo canaloni rocciosi, panorami meravigliosi in cui lo sguardo si perde sino allo sconfinato orizzonte del Mar Adriatico.

Torna Inizio Pagina


Il Parco Naturale Regionale della Gola della Rossa e di Frasassi:
è il "cuore verde" delle Marche: con i suoi 10.026 ettari, è la più grande area protetta regionale, un’oasi di natura nei suoi moltissimi sentieri, nelle ricchezze floro-faunistiche tipiche dell’ambiente pre-appenninico.
Interessanti fenomeni naturali coinvolgono quest’area: il carsismo e la presenza di sorgenti sulfuree. Splendido esempio carsico è la suggestiva Gola di Frasassi, scavata dalle acque erosive del fiume Sentino che per millenni ha modellato questi luoghi, creando dirupi rocciosi e dando origine ad un regno sotterraneo di ineguagliabile splendore: le grotte di Frasassi.
A parte le meraviglie dei fenomeni carsici, la zona è un gioiello di biodiversità con le sue 105 specie di uccelli nidificanti, 40 specie di mammiferi, 29 tra rettili e anfibi e oltre 1250 specie vegetali.
La fauna che abita il Parco evidenzia delle specie di notevole valore naturalistico:
tra gli uccelli si contano ben 105 specie nidificanti delle 124 presenti in Provincia di Ancona; l’aquila reale rappresenta il vertice della catena alimentare. Importante è anche la presenza di altri rapaci diurni quali l’astore, il biancone, il nibbio reale, il falco lanario e il falco Pellegrino. I rapaci notturni sono rappresentati dalla civetta, dal barbagianni, dall' allocco e dal gufo reale. Tra i mammiferi spicca il lupo, che ha ricolonizzato la dorsale marchigiana nell’ultimo decennio grazie alla protezione della specie e all’espansione demografica di specie preda come il cinghiale, il daino, il capriolo e il cervo. Accertata è la presenza del gatto selvatico, della puzzola, oltre a volpi, donnole, faine, tassi e, tra i roditori, scoiattoli ed istrici.

Le numerose cavità ipogee presenti in quest’area sono popolate da più di dieci specie diverse di chirotteri. Le colonie di Pipistrelli del Parco sono tra le più importanti d’Europa, con oltre 12.000 Miniotteri, presenti sia in siti di svernamento che in nursery riproduttive. Tra la fauna cavernicola, è notevole la presenza del Niphargus, un raro e minuscolo crostaceo che popola i laghetti delle grotte.
Riguardo alla flora, sul piano collinare sono diffusi boschi di carpino nero e di roverella, nel piano montano boschi di faggio e sui versanti più caldi delle gole rupestri, la vegetazione è tipicamente mediterranea con leccio, robbia selvatica, fillirea, corbezzolo, asparago e stracciabraghe.
Nel Parco crescono specie botaniche molto rare, tra cui la Moehringia papulosa che in tutto il mondo si rinviene solo nelle gole di Frasassi, della Rossa e del Furlo.

Torna Inizio Pagina


Il Monte Cucco “La piccola grande montagna”:
All'estremità nord-occidentale del territorio comunale di Fabriano, la frazione di Piaggiasecca è il passaggio obbligato per gli escursionisti del Monte Cucco,una delle zone più pregiate dell’Appennino umbro – marchigiano, con un ambiente incontaminato. Lungo i suoi sentieri, in superficie o sotto terra, il Monte Cucco svela i suoi segreti; generazioni di appassionati, di esploratori e di studiosi hanno reso celebre questa area protetta, diventata oramai il “parco delle grotte”, e creando il “mito della piccola grande montagna”.

 
 
 
 
Torna Inizio Pagina
 
 
 
 
 
Torna ai contenuti | Torna al menu