Fabriano - Oltre l'Asfalto - Escursioni guidate in Quad

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Fabriano








 
Fabriano
A Fabriano passato e presente si incontrano, non solo nella bellezza dei palazzi e delle chiese cittadine, nei borghi e castelli dei suoi dintorni, segni della lontana grandezza, ma anche nella cultura della gente del luogo, che tramanda valori e tradizioni, che continua a praticare le attività di un tempo, innovandole con antica maestria.[link:8]Ecco le splendide vestigia di un passato illustre, che testimoniano, nell’arco della sua lunga storia, la vitalità di Fabriano, le capacità imprenditoriali dei cittadini e, in un intrecciarsi di sacro e profano, l’intensa religiosità delle sue valli, luoghi di lavoro e di preghiera. 

Passato e presente, tradizione e innovazione, concretezza e
spiritualità si ritrovano ancora, magari in una nuova sfida per il futuro !

 
 
Museo della Carta
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Pianta di Fabriano del 1663 (Joan Blaeu)
 
Palazzo del Podestà
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Museo Farmacia Mazzoli
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LA STORIA

E’ da millenni che l’uomo vive nella “nostra” valle; la storia di Fabriano si perde dunque nel tempo ma è certo che non si tratta, come ci si potrebbe aspettare, di una città romana! I romani fondarono nella zona antichi Municipi,
Tuficum (Albacina), Attidium (Attiggio) e Sentinum (Sassoferrato) ma, quando orde di Barbari attaccarono, le popolazioni fuggirono alle devastazioni trovando riparo sulle alture, in strutture difensive, castelli e torri.

Il primo nucleo abitativo è rappresentato proprio da due castelli feudali, posti a poca distanza l'uno dall'altro, presso le rive del fiume
Giano: Castelvecchio e Castelnuovo. Secondo la leggenda, fra gli abitanti dei due castelli sorgevano continue inimicizie e soltanto un buon uomo, chiamato Mastro Marino, che di mestiere faceva il fabbro, tenuto in grande considerazione da entrambe le parti, riuscì a metter pace fra i vicini e a riunire i castelli in uno solo, nella terra che prese il nome di “Fabreria”, ossia “la terra del fabbro del fiume Giano”. E nacque così Fabriano.

In realtà, al di là delle coloriture leggendarie, gli storici affermano che il toponimo "Fabriano" deriva dall’aggettivo del gentilizio "Faberius", proprietario del fondo su cui si eresse la città stessa, intorno all’anno Mille.


In pieno medioevo, col passare dei secoli, intorno ai due castelli originari si formarono i borghi che vennero poi inseriti nella nuove mura; si rese quindi opportuna la divisione del
Castrum Fabriani in quartieri (Castelvecchio, Poggio, San Biagio,Giovanni),quartieri che ancora oggi si sfidano durante il Palio, dedicato a San Giovanni, patrono della città.

Quando furono adottati gli ordinamenti comunali, nel XII secolo, il Comune già si poteva vantare del maestoso palazzo del Podestà e di due piazze, la piazza Alta, dove si svolgeva la vita amministrativa,ela piazza Bassa, dove si esercitavano attività commerciali e produttive. Si affermarono le corporazioni delle Arti, tra cui spiccava l'Arte dei Fabbri, tanto che il sigillo del Comune rappresenta simbolicamente proprio un fabbro nell'atto di battere il ferro sull'incudine. Si aggiunsero l'Arte della Lana, della Concia delle pelli e soprattutto della Carta, per la quale i Fabrianesi ebbero il primato della fabbricazione in tutta Europa, come ricorda lo stesso stemma cittadino:
"Olim chartam undique fudit".
Il Trecento fu certamente il periodo storico di maggiore potenza, prosperità e splendore: si fondarono chiese e conventi; si costruirono nuovi edifici; fiorirono gli studi letterari e umanistici; si sviluppò una prestigiosa e singolare scuola pittorica con notevoli influenze sul territorio circostante; è in questo clima e in questa temperie culturale che si forma Gentile, artista raffinato e celebrato, che lavorò per i Chiavelli, incontrastati signori di Fabriano dal 1378 al 1435.
I nuovi signori di Fabriano specularono sul popolo minuto e l'avversione irriducibile alla Signoria si manifestò con la congiura ed il feroce eccidio del 26 Maggio 1435, quando furono massacrati senza pietà tutti i maschi dei Chiavelli.

Ma questa è un’altra STORIA!!!


 
 
 
Fontana Sturinalto
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Fonti e foto di questa pagina sono tratte anche da www.fabrianostorica.it

 
 
 
 
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